Referendum Caccia

Facciamo chiarezza

Comunicato Stampa
FACCIAMO CHIAREZZA

A seguito di comunicazioni pervenute alle associazioni che hanno costituito il Comitato Referendum Caccia in Piemonte circa l’invio di una newsletter “Da:Referendum Caccia  <paolabragantini@**********>”, informiamo che la pagina www.facebook.com/referendumcaccia non ha nulla a che vedere con la pagina www.facebook.com/referendumcacciapiemonte gestita privatamente ad usi politici.

Il testo della mail cita “Paola Bragantini, la giovane segretaria provinciale del Partito Democratico torinese, ha sempre condotto in prima persona la battaglia referendaria per la caccia.
Questa è mancanza di rispetto per coloro che hanno lavorato da volontari in favore del referendum, perché non abbiamo mai visto la candidata del PD durante le attività del comitato.

Ci permettiamo inoltre di rilevare come il sito www.referendumcacciapiemonte.it ora rimandi direttamente alla pagina personale di un consigliere regionale e i fan della pagina facebook risultino essere quasi dei suoi personali sostenitori. Inoltre è dubbio che una mailng-list raccolta in ambito referendario contro la caccia possa essere utilizzata per inoltrare inviti al voto.

“Sono stato l’animatore con Piero Belletti del Referendum regionale contro la caccia per 26 anni. Raccogliemmo le firme nel 1987 e ancora il referendum non si è svolto. Questa Bragantini nelle battaglie per il referendum e contro la caccia non l’ho mai vista. Il PD ha affossato il referendum, insieme a tutte le maggioranze che hanno governato la Regione in 26 anni. Sicuramente chi è dalla parte della fauna selvatica si tiene lontano dalle primarie del PD. Chi ama gli animali non può votare PD” afferma Roberto Piana della Lac.
Bisogna inoltre precisare che il PD in regione non ha elaborato alcuna mozione che accogliesse quesiti proposti da Comitato Referendum, a differenza di M5S, Sel, Idv, FdS, il cui accoglimento avrebbe by-passato la consultazione modificando la Lr. sulla caccia. Paradossalmente On.li PD quali Esposito e Merlo hanno attaccato i costi del Referendum e chiedere ora voti ad animalisti ci pare un controsenso.
Le Associazioni animaliste ed ambientaliste nazionali si stanno compattando (non solo contro la caccia), per fare pressione sui rappresentanti politici e non per esserne manovrati.

Torino 28/12/2012
COMITATO REFERENDUM CACCIA

 

Qui di seguito la newsletter citata nel comunicato stampa.

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DI CACCIA SI MUORE

MUOIONO GLI ANIMALI, adoperati come capri espiatori, per ogni tipo di problematica ambientale: dai danni all’agricoltura, ai boschi, ai corsi d’acqua.

MUOIONO LE PERSONE.Vittime consapevoli e inconsapevoli delle battute di caccia. Ben 114 morti e 303 feriti negli ultimi 4 anni.

MUOIONO MINORI. 3 BAMBINI DAL 1 SETTEMBRE AD OGGI, senza tutta l’indignazione che l’opinione pubblica è capace di esprimere per altri fatti di cronaca e ci chiediamo il perché!!!!

In questo scenario esponenti del PD Toscano e alcuni parlamentari hanno sottoscritto un documento di appello al voto per Pier Luigi Bersani rivolto ai cacciatori in vista delle primarie del 25 novembre attribuendo a questi “un ruolo crescente per conservare e ripristinare ambienti, mantenere biodiversita’, recuperare aree marginali, tutelare equilibri e, con essi, attivita’ e produzioni agricole”.
Purtroppo i fatti oggettivi sembrano scemare di fronte alle richieste di consensi elettorali.
È mai possibile che chi si candida a governare il Paese ignori tutto ciò?
NOI DICIAMO: OGNUNO È LIBERO DI FARE LE PROPRIE SCELTE, MA CI AUSPICHIAMO CHE PREVALGA IL SENSO DEL PUDORE NEL CHIEDERE IL CONSENSO AL MONDO ANIMALISTA E AL POPOLO ANTICACCIA!

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CACCIA: IL TAR DEL PIEMONTE SOSPENDE LA CACCIA NEI SITI DI RETE NATURA 2000 (ZPS e SIC)

COMUNICATO STAMPA

Il TAR del Piemonte in data odierna ha accolto il ricorso di LAC, PRO NATURA e SOS GAIA per quanto riguarda la mancanza della Valutazione d’Incidenza nei Siti di Rete Natura 2000 e ha sospeso il Calendario Venatorio 2012/2013 (e quindi la caccia) in tutta la Rete Natura 2000 (ZPS e SIC) rinviando il giudizio di merito al 23 ottobre 2013. Ricordiamo che nei Siti Natura 2000, purché non sottoposti a tutela di altro tipo (ad esempio perché inseriti all’interno di Parchi o Riserve naturali) la caccia può essere permessa, purché sia scientificamente dimostrata la mancanza di effetti negativi sull’ecosistema o su alcune sue componenti di particolare pregio naturalistico.

La sentenza del TAR dimostra ancora una volta la inadeguatezza della Giunta Regionale nella gestione di una materia così delicata come la tutela dell’ambiente naturale e della fauna selvatica. Il Presidente Cota e l’Assessore Sacchetto, infatti, non esitano a ignorare gli obblighi di legge pur di non scontentare la lobby dei cacciatori, sulla quale hanno costruito parte del loro consenso elettorale.

Per quanto riguarda invece la mancanza del Piano Faunistico Venatorio Regionale, il TAR, pur riconoscendo la validità della censura mossa dalle associazioni ambientaliste e animaliste, non ha ritenuto di sospendere del tutto la caccia in quanto la Regione “ha dato inizio alle procedure di elaborazione del Piano Faunistico Venatorio”. Come sia possibile che l’avvio delle procedure di elaborazione del Piano Faunistico Venatorio (peraltro già avviate da anni) possa supplire alla sua mancanza non è dato sapere.
Per le associazioni ricorrenti si tratta indubbiamente di una vittoria anche se parziale che consente di tutelare le aree più sensibili e interessanti sotto il profilo naturalistico.
La decisione del Giudice Amministrativo creerà non pochi problemi ai cacciatori e ai soggetti incaricati della vigilanza perché non tutte le zone interessate (circa 400.000 ha) sono tabellate. Solo quelle inserite nelle aree protette sono facilmente identificabili sul campo, mentre per tutte le altre (la cui estensione è pari a circa il 6% della superficie venabile della nostra regione) si dovrà fare riferimento alla cartografia pubblicata sul sito web della Regione.
Anche per le aree percorse dal fuoco, vietate per 10 anni alla caccia, (e non tabellate) i cacciatori devono fare riferimento alla cartografia presente in ogni comune, ma nel caso di ZPS e SIC la violazione del divieto di caccia esporrà il cacciatore non ad una semplice sanzione amministrativa bensì ad una più grave sanzione a carattere penale.

Per
LAC
Pro Natura
Fondazione per l’Ecospiritualità – SOS Gaia

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CACCIA: Varato il calendario regionale. Dopo il danno la beffa!

Comunicato Stampa 13 giugno 2012

CACCIA: VARATO IL CALENDARIO REGIONALE. DOPO IL DANNO LA BEFFA!

La vicenda legata al referendum regionale sulla caccia in Piemonte si arricchisce di nuovi elementi, che ribadiscono, se mai ce ne fosse ancora stato bisogno, il totale spregio che la maggioranza del Consiglio Regionale manifesta nei confronti dell’ambiente naturale, ma soprattutto della democrazia.

È infatti stato emanato il calendario venatorio, cioè le regole su cui si dovrà basare la stagione venatoria che sta per iniziare.

Allodola

Dopo il vergognoso affossamento del referendum regionale, ottenuto “semplicemente” abrogando la legge oggetto di consultazione, la Giunta non solo non ha recepito alcuno dei quesiti referendari, ma ha addirittura previsto ulteriori concessioni ai cacciatori.
Rispetto allo scorso anno vi sono, ad esempio, quattro nuove specie cacciabili: gallinella d’acqua, alzavola, ghiandaia e allodola. In particolare, quest’ultima inclusione appare assurda ed inaccettabile.
L’allodola è un piccolo uccello insettivoro, quindi utilissimo in quanto si nutre di insetti che spesso sono dannosi per l’agricoltura. Si tratta, inoltre, di una specie in diminuzione numerica in tutta Europa. Perché quindi consentirne la caccia? Come si può definire sport l’uccisione di un uccellino che pesa meno della cartuccia che ne devasta il corpo? Vorremmo che l’assessore Sacchetto rispondesse a queste nostre domande, anche se sappiamo benissimo che non lo farà, vista l’arroganza e la supponenza con cui ha sempre gestito il problema caccia, rifiutando sistematicamente il dialogo con chiunque manifestasse qualche critica al suo operato.

Vengono concesse nuove forme di caccia, che fino allo scorso anno erano vietate, quali quelle con l’arco (che spesso ferisce solo gli animali e li costringe ad una lunghissima agonia) e con il falco, causa di prelievi di uova e pulcini dai nidi di specie particolarmente rare e preziose per gli equilibri naturali.

C’è poi da registrate l’ampliamento dei carnieri, cioè il numero massimo di prede abbattibili per giornata di caccia e  nell’intera stagione venatoria. Tanto per fare un altro esempio che riguarda specie a rischio di estinzione, ogni cacciatore potrà abbattere 5 starne ed altrettante pernici rosse nell’arco dell’annata, contro le due permesse fino allo scorso anno.

Scandalosa la decisione di prolungare la stagione venatoria, anche oltre i limiti previsti dalle organizzazioni scientifiche che si occupano della materia e dalle normative comunitarie cui pure il nostro Paese dovrebbe adeguarsi.
Assolutamente inaccettabile la soluzione prevista per gli ungulati (camoscio, cervo, capriolo, daino e muflone) che si potranno di fatto  abbattere tutto l’anno, dal 16 giugno al 15 marzo dell’anno successivo, con un incremento di ben 7 mesi rispetto all’anno precedente!

La caccia in piena estate è un’assurdità che solo una Giunta succube degli interessi dei cacciatori poteva partorire.
Le Associazioni che fanno parte del Comitato per il referendum sulla caccia in Piemonte contestano con forza l’operato antidemocratico della Giunta Regionale e preannunciano il ricorso alle vie legali per impedire quest’ennesimo scempio della fauna selvatica e dei principi della democrazia e della partecipazione popolare alle scelte sulla gestione dei beni comuni.

Lanciano inoltre un appello ai cittadini affinché esprimano il loro dissenso dalle sciagurate scelte della Giunta e chiedano con forza il ritorno delle regole democratiche e di civile convivenza.

COMITATO REFERENDUM CACCIA

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Grande successo alla manifestazione del 3 giugno!

 

4 giugno 2012 – COMUNICATO STAMPA

GRANDE SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE PER LA DIFESA DEL

REFERENDUM SULLA CACCIA E DELLA DEMOCRAZIA


Circa 3000 persone hanno sfilato ieri a Torino per chiedere il ritorno della legalità e della democrazia.
La manifestazione, indetta dal Comitato per il referendum sulla caccia in Piemonte, ma a cui hanno aderito numerosissime Associazioni politiche e sociali, voleva protestare contro l’inaudita e liberticida decisione della Giunta presieduta dal leghista Cota, che, con un colpo di mano, ha annullato il referendum regionale sulla caccia, che avrebbe dovuto tenersi proprio il 3 giugno. In questo modo, infatti, entra in vigore anche nella nostra Regione la legge nazionale venatoria, che però è molto più permissiva di quella che è stata abrogata al solo e dichiarato scopo di impedire il ricorso alle urne.

“Si tratta di una decisione gravissima ed antidemocratica – ha affermato dal palco di piazza Castello Roberto Piana del Comitato referndario – contro la quale abbiamo già presentato un esposto al TAR e uno al Presidente del Consiglio dei Ministri, chiedendo lo scioglimento di un Consiglio Regionale che si è reso colpevole di un gravissimo attacco ai diritti costituzionali dei cittadini”.

Ha rincarato la dose Gustavo Zagrebelsky, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, il quale, in un messaggio fatto pervenire ai manifestanti, ha affermato che “Oggi è venuto a mancare quel minimo di cultura democratica che imporrebbe al mondo della politica, di fronte a una richiesta referendaria, di mettersi da un lato, registrare la volontà dei cittadini e astenersi da comportamenti ostruzionistici. Evidentemente, c’è chi ritiene che i cittadini siano marionette e che la presente amministrazione regionale – la cui legittimità è, come minimo, dubbia – possa manipolarli come meglio ritiene, dando via libera solo alle iniziative che non danno fastidio. Ma la democrazia è un’altra cosa e, prima o poi, ce ne dovremo rendere conto tutti.”

Il Comitato referendario non smobilita, ma anzi intensifica i suoi sforzi affinché in Piemonte torni la democrazia e si possa finalmente dare la parola ai cittadini per sapere quale sia la volontà popolare nei confronti di un’attività anacronistica e violenta quale la caccia.

COMITATO PER IL REFERENDUM CACCIA IN PIEMONTE

 

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Manifestazione 3 giugno 2012 – Dichiarazione di Gustavo Zagrebelsky

1 giugno 2012

DICHIARAZIONE DI GUSTAVO ZAGREBELSKY, UN DURO MONITO PER I POLITICI

Il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky ha fatto giungere al Comitato del Referendum il seguente messaggio.

Aderisco alla manifestazione del 3 giugno, di protesta contro il comportamento dell’Amministrazione regionale che ha operato per vanificare l’iniziativa di tanti cittadini che, da venticinque anni (venticinque!!!) operano per poter esercitare il diritto al referendum su temi così importanti come la difesa dell’ambiente e il rispetto delle forme della vita che ospita e il contrasto della cultura che considera l’uccisione degli animali uno sport, un passatempo, un divertimento.

Oggi, finalmente, la legittimità di questa iniziativa è stata pienamente riconosciuta ma è venuto a mancare quel minimo di cultura democratica che imporrebbe al mondo della politica, di fronte a una richiesta referendaria, di mettersi da un lato, registrare la volontà dei cittadini e astenersi da comportamenti ostruzionistici.

Evidentemente, c’è chi ritiene che i cittadini siano marionette e che la presente amministrazione regionale – la cui legittimità è, come minimo, dubbia – possa manipolarli come meglio ritiene, dando via libera solo alle iniziative che non danno fastidio. Ma la democrazia è un’altra cosa e, prima o poi, ce ne dovremo rendere conto tutti. Auguri per la manifestazione che avete convocato.”

Gustavo Zagrebelsky
Presidente Emerito della Corte Costituzionale

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18/5 – Scioglimento del Consiglio Regionale: Chiesto dal Comitato del Referendum l’avvio delle procedure

Torino, 18 maggio 2012
COMUNICATO STAMPA

SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE PIEMONTESE:
CHIESTO DAL COMITATO DEL REFERENDUM L’AVVIO DELLE PROCEDURE
ex ART. 126 DELLA COSTITUZIONE

Nella Conferenza Stampa di oggi il Comitato del Referendum Caccia ha presentato le prime iniziative legali in difesa del diritto dei cittadini ad esprimersi nel referendum.

L’abrogazione della Legge regionale n. 70/96, inserita in tutta fretta nella Legge Finanziaria, effettuata dal Consiglio Regionale al solo scopo di impedire il voto popolare, altro non è che un escamotage volto ad eludere il giudicato della Corte d’Appello e del TAR. Tale atto, seguito dal decreto del Presidente Cota di arresto delle operazioni referendarie, “si traduce in uno stravolgimento del quadro normativo regionale in materia di tutela della fauna con grave detrimento per l’ambiente e con la violazione delle direttive comunitarie ed in spregio dei principi costituzionali vigenti” scrivono il legali del Comitato.

Due le iniziative legali già avviate:
- Ricorso per ottemperanza al TAR del Piemonte con richiesta di disapplicazione dell’art. 40 della Legge Finanziaria o invio della stessa legge alla Corte Costituzionale per illegittimità costituzionale

- Richiesta al Presidente del Consiglio dei Ministri di avvio delle procedure di scioglimento del Consiglio regionale del Piemonte e/o rimozione del Presidente Cota ex art. 126 della Costituzione per atti contrari alla Costituzione e per gravi violazioni di legge.

Di prossima presentazione da parte del Comitato del Referendum sarà la richiesta di danni in sede civile ed è allo studio la presentazione di un esposto penale.

Annunciata anche la
MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA DEMOCRAZIA
Torino, 3 giugno 2012

Concentramento alle ore 14.30 in Corso Bolzano (pressi stazione Porta Susa)
Partenza del corteo ore 15,30
· Per il ripristino della democrazia e del diritto costituzionale alla partecipazione
· Per la restituzione del Referendum sulla caccia scippato e le dimissioni della Giunta Cota

I prossimi aggiornamenti anche sulla pagina Facebook del Comitato Referendum: www.facebook.com/referendumcaccia

Partecipa e condividi l’evento su facebook:
https://www.facebook.com/events/411147332251938/

 

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REFERENDUM CACCIATO!

Mercoledì 16 maggio 2012 – ore 16,00
Palazzina Einaudi: Università Degli Studi di Torino – Auletta Bonobo
Lungo Dora Siena 68/a

A poche settimane dall’abrogazione del REFERENDIM sulla CACCIA, Discutiamo di REFERENDUM e DEMOCRAZIA con:

PIERO BELLETTI: Docente della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino
ANDREA FENOGLIO: Avvocato del Comintato Referendario Caccia in Piemonte
FABRIZIO BIOLE’: Consigliere Regionale
GUALTERO CROVESIO: Comitato Referendario Caccia in Piemonte

 

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Cota e Sacchetto abrogano la legge regionale sulla caccia. E con essa il referendum e la democrazia.

La vergognosa decisione del Consiglio Regionale di abrogare la Legge Regionale 70/96 non ci fermerà di sicuro. Anche se la Legge Finanziaria deve ancora essere approvata ed il referendum annullato con uno specifico provvedimento, è ovvio come la situazione abbia preso una piega a noi sfavorevole.

L’opinione pubblica è ormai convinta che il referendum non si farà più, per cui, anche nel caso – improbabile ma non impossibile – che la situazioni si ribalti, le difficoltà per noi diverrebbero praticamente insormontabili. Non fosse altro che per la drammatica riduzione dei tempi a nostra disposizione per la campagna elettorale.

Non ci diamo comunque per vinti.

Intanto valuteremo tutte le strade legali per riprenderci il referendum (e soprattutto la democrazia): al momento non escludiamo
nemmeno denunce penali (per violazione dell’articolo della Costituzione che prevede i diritti civili della popolazione).
Saranno comunque i nostri legali ad indicarci quale sarà la strada più proficuamente percorribile.

Per il momento, tuttavia, ogni attività propagandistica è sospesa: non avrebbe infatti senso volantinare o fare banchetti in una situazione come l’attuale.
Venerdì pomeriggio, e soprattutto lunedì sera, ci ritroveremo e valuteremo con calma quali siano le risposte più adeguate da predisporre.
Sospendiamo l’attività, ma non smobilitiamo.
Anzi, se possibile ci impegneremo ancora di più di quanto abbiamo fatto fino ad ora. Ormai non è più solo una battaglia a
difesa degli animali selvatici, ma soprattutto della democrazia e dei diritti dei cittadini, ignobilmente calpestati da Cota, Sacchetto e compari.

COMITATO REFERENDUM CACCIA

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