Il referendum sulla caccia

Il referendum non chiede l’abolizione della caccia. Non era possibile richiedere con un referendum regionale l’abolizione di una attività prevista da una legge regionale. Ne chiede però un sostanziale ridimensionamento, fatte salve le esigenze dei settori produttivi che potrebbero subire contraccolpi negativi da una presenza squilibrata di fauna selvatica sul territorio. I più importanti aspetti del quesito referendario sono i seguenti.

Limitazione al numero delle specie cacciabili. Il quesito prevede che rimangano cacciabili solo più quattrospecie: lepre, fagiano, cinghiale e colino della Virginia (una specie di origine esotica introdotta ad esclusivifini venatori, la quale, nel frattempo, è però stata inserita nell’elenco di quelle protette a livello comunitarioe quindi depennata anche a livello regionale). Rimarrebbero quindi tre sole specie cacciabili. Da notare che,rispetto alla legge vigente nel 1988, il referendum chiede la protezione di 37 specie. Di queste, ben 25 sono oggi ancora cacciabili.

Uccelli (17 specie):
quaglia (Coturnix coturnix)
tortora (Streptopeia turtur)
beccaccia (Scolopax rusticola)
baccaccino (Gallinago gallinago)
pernice rossa (Alectoris rufa)
starna (Perdix perdix)
cesena (Turdus pilaris)
tordo bottaccio (Turdus philomelos)
tordo sassello (Turdus iliacus)
germano reale (Anas platyrhynchos)
colombaccio (Columba palumbus)
cornacchia nera (Corvus corone)
cornacchia grigia (Corvus corone cornix)
gazza (Pica pica)
pernice bianca (Lagopus mutus)
fagiano di monte (Tetrao tetrix)
coturnice (Alectoris graeca)

Mammiferi (8 specie)
coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus)
muflone (Ovis musimon)
lepre bianca (Lepus timidus)
volpe (Vulpes vulpes)
camoscio (Rupicapra rupicapra)
capriolo (Capreolus capreolus)
cervo (Cervus elaphus)
daino (Dama dama)

Da notare ancora che il quesito referendario continua a prevedere la possibilità di intervenire conabbattimenti di controllo laddove l’eccessiva presenza di fauna selvatica comporti danni alle attività agricole.
Divieto di caccia nella giornata di domenica. Scelta legata soprattutto alla necessità di evitare situazionidi pericolo per tutti i frequentatori dell’ambiente “disarmati” (escursionisti, agricoltori, cercatori di funghi,ecc.). Oggi la caccia è permessa solo per alcuni giorni della settimana, ma la domenica è sempre tra questi.
Divieto di cacciare su terreno coperto da neve. Già oggi è così: sono tuttavia previste numerose eccezioni (ad esempio la caccia alla volpe, agli ungulati e alla tipica fauna alpina) che il quesito vorrebbe invece eliminare.
Limitazione ai privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie. Di fatto, nelle ex riserve private dicaccia si possono abbattere animali in numero molto maggiore rispetto al territorio libero, non dovendosiapplicare i limiti di carniere per molte specie. Il referendum vuole abolire questo privilegio per chi puòpermettersi di andare a caccia in strutture private.

 

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