Dal punto di vista etico è diverso: basta fucili.

Lettera tratta da L’EDITORIALE DEI LETTORI – LA STAMPA 13/03/2012 (link all’articolo)

TEORIA ED ETICA

LODOVICO BENSO*

Da un punto di vista teorico sono d’accordo con l’editoriale del lettore di sabato scorso, nel quale vengono omologate, in termini di uccisione di animali, la caccia, la pesca e l’allevamento di carne per consumo. Non lo sono dal punto di vista etico né da quello pratico. Eticamente è molto diverso uccidere per divertimento con la crudeltà dell’inseguimento e del terrore da parte dell’animale, che inizialmente resta ferito, dall’uccidere in modo «asettico» e il più possibile indolore, ammesso che si faccia così. In termini pratici non c’è ragione di non salvarne qualcuno, se non se ne può salvare la maggior parte. E’ un’ottica di piccoli passi ma, se non si comincia, non si va avanti verso la Civiltà. Si abolisca, quindi, la caccia.

Certo si tratta di problematiche complesse, che coinvolgono diverse esigenze e punti di vista. Che dire degli animali così detti nocivi, per esempio i topi? Le pratiche di derattizzazione mi disgustano, ma non possiamo, anche per ragioni di salute, lasciarci invadere da questi prolificissimi animaletti. E le zanzare? E i serpenti velenosi? Ma non bisogna cadere in terribili e stupidi equivoci come quello che ha portato alla quasi scomparsa del lupo: e neppure uccidere per profitto, come nel caso di avorio, pellicce, cibi pregiati. Un altro errore buonistico è quello di affidarsi alla «natura» o, peggio, «madre natura». Deve essere ben chiaro che la natura è un sistema indifferente che privilegia le specie più adatte alla sopravvivenza in un dato contesto e non vi è, in essa, bontà o cattiveria. Caratteristica dell’uomo, nel bene o nel male, è quella di poter andare oltre questo sistema.

Si pone per ultima la questione del livello di autocoscienza presente in ogni essere vivente. Essa sembrerebbe molto superiore in un cane che in un’ameba, ma non ne sappiamo niente. Certo sterminare i randagi a bastonate come in Ucraina per fare «pulizia» prima dei campionati del mondo di calcio dovrebbe essere ragione sufficiente per affidarli a un’altra nazione.

* medico, 70 anni, Torino

 

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