Considerazioni sul Referendum caccia – Nino Boeti

In relazione al referendum sulla caccia, desidero fare qualche considerazione.
Trovo inammissibile il fatto che il Governatore Cota non abbia chiesto al suo assessore, per evitare il referendum e i seguenti 20 milioni di euro che sarebbero utili ai servizi sociali della Regione, di predisporre di un disegno di legge che tenesse conto dei quesiti referendari.
L’Assessore Sacchetto ha invece predisposto un disengo di legge che amplia le specie cacciabili infischiandosene di fatto del pensiero che sembra appartenere alla gran parte della popolazione piemontese, che ritiene che sparare a un leprotto sia una sciocchezza.
Sosterrò, se il referendum si dovesse fare, la tesi che viviamo in un mondo che ha senso soltanto se è in armonia con tutto ciò che ci circonda. Gli alberi, i fiumi, il mare, gli animali che vivono con noi e intorno a noi.
Mi sarebbe piaciuto molte volte, andando in montagna, incontrare una pernice bianca o un gallo forcello, così come è straordinario al mattino, nella casa in cui abito, circondata di alberi, sentire il canto degli uccelli.
Speriamo che il referendum possa essere evitato e se questo non sarà possibile, ci sia la possibilità di vincere.

Nino Boeti
consigliere regionale Partito Democratico

 

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