CACCIA: Varato il calendario regionale. Dopo il danno la beffa!

Comunicato Stampa 13 giugno 2012

CACCIA: VARATO IL CALENDARIO REGIONALE. DOPO IL DANNO LA BEFFA!

La vicenda legata al referendum regionale sulla caccia in Piemonte si arricchisce di nuovi elementi, che ribadiscono, se mai ce ne fosse ancora stato bisogno, il totale spregio che la maggioranza del Consiglio Regionale manifesta nei confronti dell’ambiente naturale, ma soprattutto della democrazia.

È infatti stato emanato il calendario venatorio, cioè le regole su cui si dovrà basare la stagione venatoria che sta per iniziare.

Allodola

Dopo il vergognoso affossamento del referendum regionale, ottenuto “semplicemente” abrogando la legge oggetto di consultazione, la Giunta non solo non ha recepito alcuno dei quesiti referendari, ma ha addirittura previsto ulteriori concessioni ai cacciatori.
Rispetto allo scorso anno vi sono, ad esempio, quattro nuove specie cacciabili: gallinella d’acqua, alzavola, ghiandaia e allodola. In particolare, quest’ultima inclusione appare assurda ed inaccettabile.
L’allodola è un piccolo uccello insettivoro, quindi utilissimo in quanto si nutre di insetti che spesso sono dannosi per l’agricoltura. Si tratta, inoltre, di una specie in diminuzione numerica in tutta Europa. Perché quindi consentirne la caccia? Come si può definire sport l’uccisione di un uccellino che pesa meno della cartuccia che ne devasta il corpo? Vorremmo che l’assessore Sacchetto rispondesse a queste nostre domande, anche se sappiamo benissimo che non lo farà, vista l’arroganza e la supponenza con cui ha sempre gestito il problema caccia, rifiutando sistematicamente il dialogo con chiunque manifestasse qualche critica al suo operato.

Vengono concesse nuove forme di caccia, che fino allo scorso anno erano vietate, quali quelle con l’arco (che spesso ferisce solo gli animali e li costringe ad una lunghissima agonia) e con il falco, causa di prelievi di uova e pulcini dai nidi di specie particolarmente rare e preziose per gli equilibri naturali.

C’è poi da registrate l’ampliamento dei carnieri, cioè il numero massimo di prede abbattibili per giornata di caccia e  nell’intera stagione venatoria. Tanto per fare un altro esempio che riguarda specie a rischio di estinzione, ogni cacciatore potrà abbattere 5 starne ed altrettante pernici rosse nell’arco dell’annata, contro le due permesse fino allo scorso anno.

Scandalosa la decisione di prolungare la stagione venatoria, anche oltre i limiti previsti dalle organizzazioni scientifiche che si occupano della materia e dalle normative comunitarie cui pure il nostro Paese dovrebbe adeguarsi.
Assolutamente inaccettabile la soluzione prevista per gli ungulati (camoscio, cervo, capriolo, daino e muflone) che si potranno di fatto  abbattere tutto l’anno, dal 16 giugno al 15 marzo dell’anno successivo, con un incremento di ben 7 mesi rispetto all’anno precedente!

La caccia in piena estate è un’assurdità che solo una Giunta succube degli interessi dei cacciatori poteva partorire.
Le Associazioni che fanno parte del Comitato per il referendum sulla caccia in Piemonte contestano con forza l’operato antidemocratico della Giunta Regionale e preannunciano il ricorso alle vie legali per impedire quest’ennesimo scempio della fauna selvatica e dei principi della democrazia e della partecipazione popolare alle scelte sulla gestione dei beni comuni.

Lanciano inoltre un appello ai cittadini affinché esprimano il loro dissenso dalle sciagurate scelte della Giunta e chiedano con forza il ritorno delle regole democratiche e di civile convivenza.

COMITATO REFERENDUM CACCIA

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Grande successo alla manifestazione del 3 giugno!

 

4 giugno 2012 – COMUNICATO STAMPA

GRANDE SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE PER LA DIFESA DEL

REFERENDUM SULLA CACCIA E DELLA DEMOCRAZIA


Circa 3000 persone hanno sfilato ieri a Torino per chiedere il ritorno della legalità e della democrazia.
La manifestazione, indetta dal Comitato per il referendum sulla caccia in Piemonte, ma a cui hanno aderito numerosissime Associazioni politiche e sociali, voleva protestare contro l’inaudita e liberticida decisione della Giunta presieduta dal leghista Cota, che, con un colpo di mano, ha annullato il referendum regionale sulla caccia, che avrebbe dovuto tenersi proprio il 3 giugno. In questo modo, infatti, entra in vigore anche nella nostra Regione la legge nazionale venatoria, che però è molto più permissiva di quella che è stata abrogata al solo e dichiarato scopo di impedire il ricorso alle urne.

“Si tratta di una decisione gravissima ed antidemocratica – ha affermato dal palco di piazza Castello Roberto Piana del Comitato referndario – contro la quale abbiamo già presentato un esposto al TAR e uno al Presidente del Consiglio dei Ministri, chiedendo lo scioglimento di un Consiglio Regionale che si è reso colpevole di un gravissimo attacco ai diritti costituzionali dei cittadini”.

Ha rincarato la dose Gustavo Zagrebelsky, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, il quale, in un messaggio fatto pervenire ai manifestanti, ha affermato che “Oggi è venuto a mancare quel minimo di cultura democratica che imporrebbe al mondo della politica, di fronte a una richiesta referendaria, di mettersi da un lato, registrare la volontà dei cittadini e astenersi da comportamenti ostruzionistici. Evidentemente, c’è chi ritiene che i cittadini siano marionette e che la presente amministrazione regionale – la cui legittimità è, come minimo, dubbia – possa manipolarli come meglio ritiene, dando via libera solo alle iniziative che non danno fastidio. Ma la democrazia è un’altra cosa e, prima o poi, ce ne dovremo rendere conto tutti.”

Il Comitato referendario non smobilita, ma anzi intensifica i suoi sforzi affinché in Piemonte torni la democrazia e si possa finalmente dare la parola ai cittadini per sapere quale sia la volontà popolare nei confronti di un’attività anacronistica e violenta quale la caccia.

COMITATO PER IL REFERENDUM CACCIA IN PIEMONTE

 

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Manifestazione 3 giugno 2012 – Dichiarazione di Gustavo Zagrebelsky

1 giugno 2012

DICHIARAZIONE DI GUSTAVO ZAGREBELSKY, UN DURO MONITO PER I POLITICI

Il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky ha fatto giungere al Comitato del Referendum il seguente messaggio.

Aderisco alla manifestazione del 3 giugno, di protesta contro il comportamento dell’Amministrazione regionale che ha operato per vanificare l’iniziativa di tanti cittadini che, da venticinque anni (venticinque!!!) operano per poter esercitare il diritto al referendum su temi così importanti come la difesa dell’ambiente e il rispetto delle forme della vita che ospita e il contrasto della cultura che considera l’uccisione degli animali uno sport, un passatempo, un divertimento.

Oggi, finalmente, la legittimità di questa iniziativa è stata pienamente riconosciuta ma è venuto a mancare quel minimo di cultura democratica che imporrebbe al mondo della politica, di fronte a una richiesta referendaria, di mettersi da un lato, registrare la volontà dei cittadini e astenersi da comportamenti ostruzionistici.

Evidentemente, c’è chi ritiene che i cittadini siano marionette e che la presente amministrazione regionale – la cui legittimità è, come minimo, dubbia – possa manipolarli come meglio ritiene, dando via libera solo alle iniziative che non danno fastidio. Ma la democrazia è un’altra cosa e, prima o poi, ce ne dovremo rendere conto tutti. Auguri per la manifestazione che avete convocato.”

Gustavo Zagrebelsky
Presidente Emerito della Corte Costituzionale

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